Fase uno - Premessa: informazioni sulle regioni coinvolte (Nord Est) sul fiume e sul progetto
Le regioni del Semi Arido
a)Il Brasile si può suddividere in 6 grandi ecosistemi: AMAZZONIA, CERRADO, PANTANAL, CAATINGA (SEMI-ARIDO), MATA ATLANTICA, PAMPA.
La regione del SEMI-ARIDO ha un’area di oltre 844 mila km quadrati, l’11% del territorio nazionale e il 53% del Nordest brasiliano (come l’insieme di Francia e Italia). Essa comprende tutto lo stato del Cearà, gran parte del Rio Grande do Nord, del Paraiba, del Pernambuco, del Piauì, di Bahia, Alagoas, Sergipe e parti del Minas Gerais e del Maranhao.
Nella zona del SEMI-ARIDO vivono circa 20 milioni di persone e c’è la maggior concentrazione di popolazione rurale del Brasile.
La principale caratteristica climatica del SEMI-Arido è che le precipitazioni non sono così scarse, ma irregolari nella loro distribuzione e soggette a cicli periodici di siccità. Durante l’anno le precipitazioni sono irregolari, per cui i contadini si trovano spesso a scommettere sull’arrivo della pioggia con perdita dell’investimento e del raccolto se la pioggia arriva prima o dopo del momento utile.
b) Il Rio San Francisco - Contesto e progetto
Il fiume San Francisco (affettuosamente chiamato “Velho Chico”) è lungo km 3.160. È il quarto sistema fluviale dell’America del Sud. Nasce nello stato del Minas Gerais, scorre verso nord, parallelo al mare, nello stato di Bahia devia a ovest facendo da confine tra gli stati di Bahia e Pernambuco, per sfociare poi nell’oceano atlantico tra gli stati di Alagoa e Sergipe. È un’importante via di comunicazione fluviale, essendo in gran parte navigabile.
Attualmente le sue piene sono indispensabili per lo sviluppo dell’agricoltura rivierasca e le sue acque pescose sono fonte di sostentamento per migliaia di famiglie di piccoli pescatori (che da tempo denunciano il forte inquinamento delle sue acque). Il fiume riveste inoltre una grandissima importanza dal punto di vista culturale per gli insediamenti che si sono stabiliti lungo il letto del fiume.
Da alcuni anni il governo brasiliano ha in mente di realizzare un nuovo progetto di canalizzazione per lo sfruttamento delle acque del fiume, soprattutto per le vaste zone aridee non popolate del Nord Est brasiliano.
I lavori avrebbero dovuto cominciare in via definitiva già nel 2005, ma le opposizioni arrivate da molti fronti hanno rallentato l’avvio del progetto.
Le ragioni sono molte e provengono da diversi settori della società brasiliana. Ad oggi la situazione è bloccata ma non si sa ancora per quanto.
Scopo del gioco
Il gioco consiste nel riprodurre il conflitto in atto sulla realizzazione della trasposizione del Fiume rio San Francisco in Brasile.
I partecipanti saranno divisi in tre gruppi, che rappresentano i soggetti coinvolti, e insieme dovranno cercare di raggiungere il loro obiettivo riguardo la realizzazione del progetto a seconda degli interessi relativi al loro ruolo.
Si misurerà quindi il grado di partecipazione, all’interno di un processo decisionale per la realizzazione di quest’opera che ha trovato grandi oppositori ma anche sostenitori.
Inizio gioco
Nel corso di un'assemblea pubblica, il governo annuncia l’avvio dei lavori per la realizzazione del progetto (si tratta della costruzione dei canali che "rubano" l'acqua del Rio San Francisco) spiegando obiettivi e scopi.
I vari gruppi presentano il loro parere sull’iniziativa.
Avvio del confronto.
Fase due - I latifondisti in Brasile
Obiettivo: far approvare il progetto del Rio San Francisco
Interessi in gioco:
1. mantenere lo status economico e l’egemonia del gruppo nell’economia
2. uso di acqua per – industria, irrigazione, siderurgia e prod gamberi
3. favorire una politica orientata alla produzione per esportazioni che è più redditizia
4. commistione dell’economia con la politica per far valere gli interessi
Azioni realizzate
Costruzione di un porto a Pecem ( Nord est) per l’esportazione dei prodotti sopra elencati e per favorire l’industria locale.
Accordi con il governo durante la campagna presidenziale di Lula, colui che ha riaperto il progetto una volta eletto.
Contesto
I latifondisti che detengono la maggior parte delle zone coltivabili dell’area interessata al progetto, stanno spingendo poiché le nuove infrastrutture vengano realizzate in modo da poter continuare i commerci soprattutto di alcuni settori.
I latifondisti sanno bene che i costi del progetto sono alti, ma sono disposti a sostenere il governo per l’interesse di poter aumentare i loro profitti commerciali.
Le questioni ambientali non sono una priorità, anche perché a loro l’acqua pulita per bere e coltivare arriva.
Il mantenimento delle aree in cui risiedono alcuni indios è solo un peso poiché non permette lo sfruttamento completo del terreno. La loro azione è dunque contro questa politica di protezione.
Fase tre – Il governo
Obiettivo: realizzazione del progetto
Interessi in gioco:
1. mantenimento dei voti dei latifondisti
2. migliorare la condizione di vita di 12 milioni di persone
3. aumentare l’irrigazione del terreno di 300 mila ettari
4. creare un milione di nuovi posti di lavoro
Azioni realizzate
Primo tentativo di apertura del progetto nel 2005 contro la volontà della società civile (tra cui uno sciopero della fame di un vescovo cattolico che vi crea molti problemi), con successiva riapertura del dialogo nello stesso anno.
Nel 2007 approvazione dei lavori da parte dell’istituto nazionale dell’ambiente e inizio delle attività di deforestazione nel nord e nell’est.
Scelta della compagnia che deve svolgere i lavori attraverso gara d’appalto.
Contesto
Il presidente Lula, eletto con grandi aspettative dal popolo brasiliano, ha portato il paese ad un grande sviluppo negli ultimi anni. Questo però non è andato di pari passo con le aspettative e le promesse fatte ai cittadini e ai gruppi sociali che lo hanno sostenuto.
Il governo comunque propone il progetto, anche cercando di salvaguardare gli interessi delle popolazioni più povere e in questo senso il progetto vorrebbe mirare a fornire acqua potabile per più persone a costi però abbastanza elevati, e maggiore sviluppo per la regione del Nord est.
Dopo l’avvio dei lavori il governo invia anche l’esercito per garantire la realizzazione del progetto, iniziando azioni di deforestazione e sgombero delle aree in cui risiedevano gruppi indigeni, per poter costruire le infrastrutture.
È prevista anche la costruzione di infrastrutture per l’acqua potabile, ma chi pagherà? I cittadini più poveri o i latifondisti?
Quali saranno le azioni di fronte a possibili reazioni negative di alcuni gruppi sociali?
Fase 4 – I gruppi contrari (Chiesa, gruppi ambientalisti, sindacati, mov. sociali, gruppi indigeni)
Obiettivo: salvaguardare l’ambiente, rendere fertile la terra per la coltivazione, rendere la risorsa usufruibile per tutti i gruppi sociali e le comunità locali.
Interessi in gioco
1. avviare una riforma idrica equa
2. trovare forme di gestione dell’acqua comunitarie, sostenibili e condivise e salvaguardare quelle attuali (progetti di costruzione di cisterne per l'acqua piovana e di dighe sotterranee…)
3. poter migliorare la condizioni di vita dei contadini e dei gruppi indigeni
4. smascherare gli interessi dell’elite economica e politica che promuove il progetto
Azioni svolte
Creazione di coordinamenti tra le parti, sostegno delle CPT commissioni pastorali della terra alle azioni di protesta, organizzazione di forme di protesta pacifiche.
Attenzione: tra le forme di protesta ad un certo punto un vescovo inizia uno sciopero della fame che è la vostra arma di forza, giocatela come strumento di maggior pressione politica. Scegliete i vostri rappresentanti che parleranno e porteranno le vostre istanze davanti agli altri.
Contesto
Perché sono contrari:
- i costi enormi di questa opera (sono più di 700 kilometri di canali) non giustificano il beneficio piccolo che porterebbe ;- non si sa ancora chi sarà effettivamente beneficiato. Il timore è che come al solito vengano beneficiati i latifondisti, con l'irrigazione di monoculture per l'esportazione;
- alcuni dicono che quest'acqua servirà per dare da bere a milioni di assetati del semi-arido, ma l'acqua del rio san Francisco è inquinata e non adatta all'uso potabile…;
- la priorità è il risanamento del fiume. Milioni di persone stanno soffrendo a causa del suo progressivo deteriorarsi;
- molte famiglie di piccoli proprietari verranno espulsi dalle loro terre per fare posto alle opere idrauliche e ai canali;
- in un paese dove la corruzione e gli scandali si susseguono un'opera del genere creerà molti nuovi casi di tangenti;
- una delle opere di presa è programmata in una zona indigena degli indios Trukà che dovrebbe essere protetta e difesa (riserva indigena che per problemi burocratici non è ancora stata ufficializzata);
- nel semiarido ci sono altri modelli collaudati di convivenza con la siccità, attraverso la costruzione di cisterne per l'acqua piovana, dighe sotterranee, ecc.; queste esperienze che hanno reso vivibile e produttive molte terre, in modo sostenibile e naturale, e con costi ridotti. Perché non andare avanti con queste esperienze positive già collaudate?