MST a Felisburgo: dal massacro alla vittoria
Cinque anni dal Massacro di Felisburgo: l'impunità continua
Il 21 novembre 2009, nel municipio di Felisburgo, Valle del Jequitinhonha, Minas Gerais, abbiamo celebrato i cinque anni del Massacro di Felisburgo.
C'è stata la marcia del MST – Movimento dei Lavoratori Rurali Sem Terra – e dei rappresentanti delle Pastorali Sociali e dei Movimenti Sociali.
Centinaia di militanti sono sfilati per le strade della città. Arrivati al Cimitero della città, dove sono sepolti i CINQUE MARTIRI DI FELISBURGO – Francisco, Iraguiar, Manoel, Joaquim e Miguel -, abbiamo fatto una celebrazione in loro ricordo.
A Don Pedro Casaldáliga piace dire: “Felice un popolo che non dimentica i suoi martiri. Guai a un popolo che dimentica i suoi martiri.” Nel Vangelo di Marco (Mc 15,39) si dice che un soldato romano, davanti a Gesù crocefisso, contemplandolo, esclamò: “Certo questo uomo è il Figlio di Dio” Il Vangelo ci vuol dire che solo quando abbiamo il coraggio di guardare negli occhi dei crocefissi, possiamo intravedere che le persone martirizzate sono veramente figlie di Dio, profondamente umane, e stanno resuscitando tra di noi.
E' stato molto difficile stare lì nel cimitero,dove una grande iscrizione dice: “Qui sono stati sepolti i Sem Terra Francisco, Iraguiar, Manoel, Joaquim e Miguel, codardamente assassinati dai pistoleri al comando del fazendero Adriano Chafic, il 20/11/2004. Essi sono caduti, ma il loro sangue circola nelle nostre arterie e noi continueremo a lottare per la riforma agraria, per la giustizia sociale e la dignità. Questa era la loro lotta ed é la nostra lotta.”
L'emozione era grande. Molti piangevano. Le vedove e i sopravvissuti al massacro di Felisburgo sentivano, ancora uma volta, una spada di dolore che gli attraversava il cuore.
Graziele, di 11 anni, scoppiò in lacrime: “Tutti i giorni sento un grande dolore nel cuore, perchè ho perso mio padre (Joaquim), mio zio (Miguel) e mio cognato (Iraguiar). Tutti in questo massacro codardo. Io chiedo solamente giustizia!”
E' questo il dolore provocato dal latifondo e dai latifondisti.
Cinque anni sono passati. Il mandante e reo confesso Adriano Chafic continua ad essere libero e impunito. Anche la maggior parte dei 15 pistoleri non sono in prigione nè condannati.
Ma Don Oscar Romero diceva: “Se mi uccidono, resusciterò nella lotta del mio popolo.”
Nel pomeriggio del 21/11/2009, abbiamo avuto la prova che i cinque martiri sono resuscitati nei Sem Terra del MST e nei tanti che appoggiano la lotta per la riforma agraria.
All'entrata della ex-fazenda c'era una targa “Fazenda Nova Alegria”, che è stata tolta e al suo posto ne è stata posta una su cui è scritto “Assentamento Terra Prometida (Terra Promessa)”.
Lula ha disappropriato la fazenda per aggressione ambientale, ma bisogna costringere l'INCRA a ratificare la proprietà alle decine di famiglie che resistono lì da 8 anni.
La sede della ex-fazenda dovrà essere trasformata in uma Scuola di Agricoltura Familiare.
La festa della conquista della fazenda, si è conclusa con cibo e danze, con churrasco e forró. “Dove il bue muggiva, ora noi facciamo festa”, commemorava Jorge.
Il pre-assentamento Terra Prometida sta già producendo l'80% di verduras e legumi, e molti fagioli, che riforniscono il Mercato del sabato di Felisburgo.
E' costato sangue, ma la fazenda è stata conquistata.
Oggi é Terra Prometida, un'ancora al bel sogno di una terra senza malvagità, per arrivare a vedere la giustizia sociale nella Valle del Jequitinhonha.
Frei Gilvander Moreira